Il Congresso Catechistico Internazionale, tenutosi nell'aula del Sinodo
nella Città del Vaticano dal 14 al 17 ottobre 1997, ha avuto come tema
"La fede della Chiesa e la sua missione evangelizzatrice". Hanno
fatto da costante riferimento due avvenimenti di particolare rilevanza per
tutta la Chiesa Cattolica: la pubblicazione della editio typica del
Catechismo della Chiesa Cattolica e l'edizione rinnovata del Direttorio
Generale per la Catechesi. I due fatti, tra loro teologicamente e
pedagogicamente correlati, come tali sono stati considerati nel quadro
della missione evangelizzatrice della Chiesa.
Il Congresso ha visto la partecipazione di 8 Cardinali, 71 Vescovi, 140
Sacerdoti, 41 Religiosi/e 38 laici e laiche, provenienti da 72 paesi.
Lo svolgimento del Congresso è stato articolato in sei relazioni, una
quarantina circa di Comunicazioni, seguite da interventi che hanno messo
in risalto il significato della edizione tipica del Catechismo della
Chiesa Cattolica e del nuovo Direttorio. É stato fatto un bilancio della
presenza e dell'incidenza di questi eminenti strumenti nella vita della
Chiesa nei diversi continenti, rilevandone l'accoglienza e l'uso,
sollecitando l'attenzione sulle nuove problematiche, indicando le tante
esperienze che interpellano l'evangelizzazione, la catechesi e il
Catechismo della Chiesa Cattolica alle soglie del Terzo Millennio.
L'insieme dei lavori ha permesso una panoramica di grande valore
ecclesiale e pastorale di cui si possono sottolineare tre aspetti
principali:
lo scambio di doni che è avvenuto tra noi, vero segno di
comunione cattolica, tanto più significativa in quanto realizzata nella
casa del Papa;
la vitalità dell'evangelizzazione e della catechesi operante nelle
nostre comunità; il benefico impatto che il Catechismo della Chiesa
Cattolica sta avendo in tutta la Chiesa, come pure l'influsso esercitato
dalla precedente edizione del Direttorio Catechistico Generale del 1971,
sulla catechesi, sui catechisti e, più ampiamente, sulla missione
evangelizzatrice della Chiesa;
la percezione leale, coraggiosa, ma non disfattista dei tanti problemi
per l'annuncio che in certo modo aggrediscono, ma non paralizzano le
comunità cristiane.
Sotto il profilo sociale e culturale sono stati messi in risalto i
seguenti fattori:
- il fenomeno del secolarismo, che è presente un può in tutti i paesi;
- il fascino pericoloso e ambiguo della New Age e delle sette;
- l'appropriazione soggettiva e sincretista della fede;
- il pluralismo religioso e culturale che sfida l'unità e l'unicità
dell'annuncio;
- la povertà, la violenza, la privazione dei diritti umani, che
rendono difficile, o anche non credibile, il messaggio evangelico.
Più direttamente in rapporto alla catechesi si è avvertito il fenomeno
dell'ignoranza e della deformazione del senso genuino della fede della
Chiesa; così pure la sofferenza causata dalla frattura tra annuncio e vita
dell'uomo di oggi, richiamando l'attenzione sul linguaggio e più
ampiamente sull'inculturazione del Vangelo.
D'altra parte, sono molti quelli che, specie tra adulti e giovani non
battezzati o già iniziati, chiedono la fede e sono disponibili ad un
cammino di conversione. Si apre, pertanto, la prospettiva innovativa di
pensare ogni catechesi come fatto di evangelizzazione ad ispirazione
catecumenale. In questo contesto i Vescovi avvertono l'assoluta necessità
della fedeltà, nell'annuncio e nella vita, alla fides Ecclesiae,
accettando concretamente di riferirsi al Catechismo della Chiesa Cattolica
e al Direttorio Generale per la Catechesi per la elaborazione della
catechesi, dei catechismi, dei direttori nazionali e per la formazione dei
catechisti.
Diverse Conferenze Episcopali hanno avviato questo processo che è
sicuramente un fattore di grandi promesse nel rinnovamento di tutto il
servizio catechistico della Chiesa.
Tra le molte conclusioni, che si potrebbero elaborare dai qualificati
interventi, noi Vescovi rappresentanti delle Conferenze Episcopali del
mondo e tutti i partecipanti al Congresso Catechistico Internazionale ci
rivolgiamo a tutti gli operatori della catechesi proponendo alcuni punti
di riflessione che stimiamo maggiormente importanti.
1. Considerata l'accoglienza molto vasta e positiva del Catechismo
della Chiesa Cattolica in tutto il mondo, come è stato riconosciuto in
questo stesso Congresso, al fine di renderla ancora più incisiva, si
richiama l'attenzione su alcuni aspetti fondamentali.
1.1 Il Catechismo della Chiesa Cattolica si propone e, quindi, va
considerato come punto di riferimento nel servizio per la verità
della fede, per la comunione ecclesiale e come strumento di formazione per
gli operatori pastorali e specialmente per i catechisti.
1.2 Il Catechismo della Chiesa Cattolica è il compendio dottrinale
della fede cattolica ed è espressione dell'insegnamento autorevole del
Magistero e, in questo senso, è vincolante per tutti i fedeli secondo i
gradi di autorità delle rispettive dottrine.
1.3 La Costituzione Apostolica Fidei depositum e la Lettera
Apostolica Laetamur magnopere di Giovanni Paolo II propongono il
Catechismo della Chiesa Cattolica come un valido strumento per i
presbiteri nella loro formazione permanente e nella predicazione;
per i catechisti nella loro preparazione remota e prossima al
servizio della Parola; per le famiglie, in vista della loro
continua crescita cristiana. Inoltre esso si presenta come prezioso
sussidio per l'aggiornamento sistematico degli operatori pastorali
e per la formazione permanente di ogni cristiano.
1.4 Il Catechismo della Chiesa Cattolica è proposto autorevolmente come
punto di riferimento per l'elaborazione dei catechismi locali.
Di esso vanno considerati i criteri fondamentali di integrità,
completezza, gerarchia delle verità e ricchezza dei linguaggi (biblico,
dottrinale, patristico, liturgico, storico, testimoniale). Va inoltre
attentamente considerata la centralità del Simbolo nei quattro pilastri
della grande Tradizione: il Credo, i Sacramenti, i Comandamenti e il
Padre nostro.
- Là dove non è stato ancora possibile elaborare catechismi locali, il
Catechismo della Chiesa Cattolica mantiene il suo valore di Catechismo,
cioè di strumento di conoscenza della fede nelle singole comunità
cristiane. Certamente i destinatari privilegiati del Catechismo della
Chiesa Cattolica sono i Vescovi, ma - come afferma il Papa nella
Fidei depositum - il Catechismo della Chiesa Cattolica è
indirizzato a tutti i fedeli.
- La concezione di catechesi proposta dal Direttorio Generale per la
Catechesi va compresa nelle sue specificazioni, distinzioni,
complementarità; in particolare va accolta e praticata la catechesi nel
quadro dell'evangelizzazione missionaria come iniziazione e come
catechesi permanente.
2.1 La catechesi si contestualizza esplicitamente nella
evangelizzazione come un suo momento essenziale, in conformità con la
concezione che esprimono le Esortazioni apostoliche di Paolo VI
Evangelii Nuntiandi e di Giovanni Paolo II Catechesi
Tradendae. Questa catechesi è indissociabilmente insegnamento della
dottrina, iniziazione, esperienza della vita cristiana (cfr. CIC 773).
2.2 La catechesi è partecipe, sempre e in qualsiasi situazione, delle
urgenze e dei desideri propri del mandato missionario per il nostro tempo
(cfr. DGC 4).
2.3 L'attività catechistica del nostro tempo deve sottolineare il
carattere e l'ispirazione catecumenale propri della catechesi.
2.4 Se la missio ad gentes è paradigma di tutta l'attività
evangelizzatrice in ciascuno dei suoi diversi momenti, il catecumenato
battesimale è modello e ispirazione dell'attività catechizzatrice
particolarmente in riferimento alla catechesi di iniziazione.
2.5 La catechesi, nel contesto della evangelizzazione, rimane sempre
profondamente vincolata al primo annuncio, il cui spirito conserva
debitamente e deve dare origine, dopo la tappa imprescindibile di
catechizzazione di base e di iniziazione, alle attività di catechesi
permanente, in conformità con le necessità delle comunità e dei fedeli
cristiani.
3. Il momento cognitivo e dottrinale della fede non emargina la
testimonianza e l'esperienza, ma si rende necessario di fronte a
comprensioni devianti e di fronte a vie emotive che ritengono inutile o
secondaria la conoscenza dei contenuti della fede nella loro verità
oggettiva.
4. Nel processo complesso dell'inculturazione una funzione essenziale
viene attribuita alla catechesi. Il rapporto tra catechesi e
inculturazione implica due dimensioni: l'evangelizzazione delle culture
e l'inculturazione del Vangelo (cfr. Redemptoris missio).
Queste due dimensioni sono inseparabili; ma la priorità spetta
all'evangelizzazione delle culture. Questa infatti appartiene all'ordine
dei fini, mentre l'inculturazione del Vangelo appartiene all'ordine dei
mezzi. L'interazione con le diverse culture è certo necessaria, ma non può
essere intesa in senso paritario con il mistero dell'incarnazione.
Come dichiara il Direttorio Generale per la Catechesi, "in questo
lavoro di inculturazione, le comunità cristiane dovranno fare un
discernimento: si tratta di 'assumere' da un lato, quelle ricchezze
culturali che siano compatibili con la fede; ma si tratta anche,
dall'altro lato, di aiutare a 'sanare' e ' trasformare' quei criteri, modi
di pensare o stili di vita che sono in contrasto con il Regno di Dio.
Questo discernimento è retto da due principi di base: "la compatibilità
col Vangelo e la comunione con la Chiesa universale"+ (DGC 109).
5. Nel processo di adattamento alle esigenze e alle sensibilità del
destinatario, è necessario aiutare anzitutto l'uomo a ritrovare e
riscoprire gli autentici bisogni e la sua vocazione profonda, che è
primariamente il raggiungimento della verità e la comunione con la verità.
Nella comunicazione della verità cristiana è doveroso tenere conto del
destinatario e quindi anche del linguaggio e dei modi in cui il messaggio
cristiano si deve rendere accessibile e comprensibile. Ma è altrettanto
doveroso ritenere la distinzione fondamentale tra il linguaggio della fede
o la parola della fede e i modi intesi a spiegare e rendere comprensibile
tale parola. Senza l=unitB del linguaggio della fede, si perde anche
l=unitB del contenuto e si introduce un relativismo nella formulazione e
nella comunicazione della veritB della fede.
Anche a questo riguardo, soprattutto di fronte alla societB
mass-mediale odierna, segnata dall=impressionismo dell=immagine, occorre
recuperare la bellezza, la nobiltB e la dignitB del linguaggio e delle
formule della fede.
CosX il Papa nella Laetamur magnopere dichiara: attraverso il
Catechismo della Chiesa Cattolica ogni cristiano potrà riscoprire la
profondità e la bellezza della fede cristiana e potrà esclamare con le
parole della Liturgia battesimale: "Questa è la nostra fede. Questa è
la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù
nostro Signore".
6. Per realizzare idonei e differenziati itinerari di catechesi, e per
la formazione degli agenti pastorali, la Chiesa locale deve potersi
riferire al Catechismo della Chiesa Cattolica e al Direttorio Generale per
la Catechesi nella lettera e nello spirito di questi documenti ed è
chiamata a realizzare una adeguata progettualità in ordine alla catechesi.
Tale programma di azione dovrà determinare gli obiettivi, i mezzi della
pastorale catechistica e le norme che la regolano, con profonda aderenza
alle necessità locali e in piena armonia con le finalità e le norme della
Chiesa universale.
Cib richiede una seria e collegiale elaborazione e/o verifica di testi,
direttori, guide per la formazione dei catechisti esistenti nella chiese
locali per un opportuno confronto e aggiornamento.
7. Preoccupazione ricorrente del Congresso è stata la formazione dei
catechisti, nel convincimento che qualsiasi attività pastorale che non
faccia assegnamento per la sua realizzazione su persone veramente formate
e preparate, mette a rischio la sua qualità. Tale formazione deve essere
completa. Il fatto, poi, che la formazione tenda a rendere atto il
catechista a trasmettere il Vangelo in nome della Chiesa, conferisce a
tutta la formazione una natura ecclesiale. E' nel contesto della comunità
ecclesiale che il catechista sperimenta la propria vocazione e alimenta
costantemente il proprio senso apostolico. Nel compito di assicurare la
progressiva maturazione dei catechisti come credenti e testimoni la figura
del sacerdote è fondamentale. Insistente è stata la sottolineatura della
dimensione spirituale e testimoniale della vita e formazione dei
catechisti.
8. I lavori intensi di questi giorni troveranno riscontro in una
pubblicazione di Atti del Congresso comprendente le Relazioni, le
Comunicazioni e, in capite libri, il discorso di Giovanni Paolo
II.
E' del tutto auspicabile che i contenuti e gli esiti del Congresso
siano portati a conoscenza e condivisi con i catechisti, gli operatori
pastorali e, innanzi tutto, con la comunità diocesana.
Al termine dei nostri lavori, noi Padri Cardinali, Arcivescovi,
Vescovi, Presbiteri, Religiosi, Religiose e Laici partecipanti al
Congresso Catechistico Internazionale, avvertiamo acuto e profondo il
bisogno di dire a tutti gli agenti della catechesi un sincero grazie.
Grazie a voi Vescovi della Chiesa cattolica, araldi della fede e
detentori di un carisma certo di verità! Voi siete i primissimi
responsabili della catechesi e catechisti per eccellenza. Il vostro ruolo
è preponderante, come lo fu per grandi e santi Vescovi, che con le loro
iniziative e i loro scritti, hanno segnato il periodo più florido
dell'istituzione catechistica e catecumenale. Assicurate sempre alle
vostre Chiese particolari la priorità di una catechesi effettiva ed
efficace mettendo in opera persone, mezzi e strumenti.
Grazie a voi presbiteri ed educatori della comunità cristiana! La
vostra funzione di guida scaturisce dal sacramento dell'ordine che avete
ricevuto. Nutrite sempre una autentica passione per la catechesi e per
l'incremento di numerosi e idonei catechisti. Siate i catechisti dei
catechisti, consapevoli che la qualità della catechesi nelle vostre
comunità dipende in grandissima parte dalla vostra azione sacerdotale.
Grazie a voi, catecheti ed esperti di teologia e di scienze
dell'educazione che avete rinnovato il movimento catechistico in tutto il
mondo! A voi, affidiamo, il compito di approfondire e trasmettere
scientificamente la ricchezza del Catechismo della Chiesa Cattolica e del
Direttorio Generale per la Catechesi.
Grazie a voi mamme e papà, primi educatori della fede dei vostri figli!
La testimonianza della vita cristiana da voi offerta nel seno della
famiglia avrà una incidenza che dura per tutta la vita nella loro mente e
nel loro cuore. In questo senso il vostro è un autentico ministero per
mezzo del quale si irradia e si trasmette il Vangelo, fino al punto che la
stessa vita di famiglia si fa itinerario di fede e scuola di vita
cristiana.
Grazie a voi religiosi e religiose che consacrate il massimo delle
vostre capacità e delle vostre possibilità all'opera della catechesi! La
storia della catechesi dimostra la vitalità che i vostri carismi
fondazionali hanno apportato all'azione evangelizzatrice della Chiesa.
Grazie a voi catechiste e catechisti laici! Il nostro ringraziamento
desidera raggiungere tutti e soprattutto coloro che lavorano in difficoltà
ambientali, sociali e culturali. Pensiamo con ammirata gratitudine ai
catechisti in terra di missione, ai quali questo titolo si applica in modo
speciale. Chiese ora fiorenti non sarebbero state edificate senza di loro.
Grazie a voi catechisti disseminati nelle foreste e nelle savane, nelle
piccole realtà rurali e nelle grandi metropoli. Condividendo tutte le
forme di impegno con gli altri uomini e donne, voi apportate alla
trasmissione del Vangelo sensibilità e connotazioni specifiche.
Dio benedica il ministero della Parola di tutti voi! L'efficacia della
catechesi è e sarà sempre un dono di Dio, mediante l'opera dello Spirito
del Padre e del Figlio, mediatrice Maria, stella dell'Evangelizzazione e
Vergine della Pentecoste.
Questo testo è stato approvato all'unanimità da tutti i
Partecipanti al Congresso Catechistico Internazionale, a conclusione dei
lavori, il 17 ottobre 1997 nella Città del Vaticano, presso il Sepolcro
dell'Apostolo Pietro.